News dal Mondo

Visitatori(2)

I Runner Varese alla Maratona di Atene

Rosi Caliaro all'arrivo alla Maratona di Atene nello Stadio Panathinaiko


Chiudo la portiera del taxi e i miei piedi poggiano sull’asfalto della piana di Maratona.

Guardo negli occhi Franco che è lì con me per correre la “mamma delle maratone”. Siamo emozionati.

Per me oggi si realizza un sogno. Correre una leggenda e ho intenzione di gustarmi tutto.

 Mi guardo in giro e vedo un terreno collinare e brullo coperto dalla tipica vegetazione mediterranea con cespugli bassi e incolori. Penso ai nostri boschi che esplodono di colori autunnali.. mentre lì a dare colore ci pensano le tante maglie dei maratoneti e i grappoli di palloncini che delineano i blocchi di partenza.

 

Franco Macchi e Rosi Caliaro alla Maratona di Atene 2012 Manca un ora allo start. Passeggiamo tra i tanti atleti di diverse nazionalità. Identifico qualcuno incontrato in aeroporto a Malpensa. Chissà perché i maratoneti li riconosci anche quando sono in borghese!

L’eccitazione cresce e la si nota negli sguardi di tutti.

Cerco di immaginare come poteva essere questa Piana nell’ antichità alla partenza di Filippide che, come ci racconta la leggenda, corse fino allo sfinimento, fino ad Atene.

La corsa si è sviluppata sul tracciato originale della prima edizione delle Olimpiadi moderne nel 1896. È la stessa vinta da Baldini all’Olimpiade di Atene 2004(e ancor oggi è suo il record, i keniani non sono riusciti ad impossessarsene!).

Franco è preoccupato. Ha scaricato l‘altimetria e sa che è una corsa in salita e azzarda previsioni cronometriche lunghe. Io sono più fiduciosa. Sarà che dopo il mio primo ultra trail nella corsa non mi “spaventa” più nulla. Il tempo scorre e dopo aver passeggiato e compiuto i rituali della preparazione ci salutiamo e ci diamo appuntamento ad Atene. Lui parte nel blocco 2 ed io mi inserisco nel blocco 5.

In sottofondo c’è musica. Saltelliamo tutti al ritmo del Sirtaki, oggi il riscaldamento muscolare e la tensione pre-gara la vinciamo così! Lo speaker prima in greco e poi in inglese ci annuncia che siamo oramai prossimi alla partenza. Primo sparo, fuochi d’artificio. Vengono sganciati i due bouquet di palloncini che salgono subito velocemente al cielo. Un cielo azzurro che annuncia una bella giornata. Il primo blocco è già sulla strada per Atene. E così, tra uno sparo, grappoli di palloncini e fuochi d’artificio partono di volta in volta i blocchi (caspita questi greci ci hanno fatto una partenza “personalizzata” blocco per blocco!).

Si corre tra ali di folla di tutte le età che sventolano e ci porgono rametti di ulivo raccolti ai bordi delle strade, ci incitano e applaudono animatamente. Si sente il calore e l energia della gente, dei tanti bimbi che ci allungano le manine per “battere un cinque” festosi. La strada è pianeggiante. Ci sono già 18 gradi. I ristori sono ben forniti e lo spugnaggio si rende necessario.

Verso il 18mo km si comincia a salire piano piano, tutti sappiamo che sarà così fino al 32mo. Almeno, tutti dovremmo saperlo. Poi si scollina e comincia la discesa, che per le articolazioni è altrettanto impegnativa. Prima dei 20 km cominciano i primi stop per crampi e più si procede verso lo Stadio Panathinaiko più aumenta la “moria” di atleti dovuta a crampi e problemi alle articolazioni. D altra parte la strada è tutta un su e giù e la giornata è calda e si suda parecchio.

Verso il 33mo chilometro entriamo in Atene. Riconosco quartieri e piazze attraversate in bus all’arrivo dall’aeroporto e mi sembra di essere “verso casa”. Ora la strada è in discesa e la folla ai lati della strada aumenta sempre più. Al 36mo km sotto un cavalcavia ci sono una decina di batteristi che armati di bidoni ci infondono un ritmo e una carica che mi aiuta a spingere e a proseguire ancora più allegramente. E così via via nelle piazze successive è tutta una festa e un battimano generale che fanno scorrere i km sotto i piedi velocemente.

Oramai mancano solo due km all’arrivo e la marea di spettatori è sempre più festosa e mi sento le ali ai piedi.

Entro tra il marmo bianco del Panathinaiko che sembra volerci abbracciare tutti con quella sua strana forma e quando i miei piedini poggiano su quella pista nera urlante mi alzo in volo e mi sembra di stare ad un metro dal suolo tant’è la sensazione di leggerezza. FINITA. Ed ora sono lì con tutti quelli che sono arrivati e mi sembra di essere arrivata INSIEME a tutti, perché l accoglienza è UGUALE per tutti, per chi ha corso con un bel ritmo e per quelli come me che hanno un ritmo più blando.

Ogni maratona è a se, ma questa appartiene al mito e mi ha sicuramente regalato delle emozioni diverse da tutto ciò che ho corso fin qua e tutto ciò che correrò da qui al domani.

Quasi tutte le nostre teste sudate sono decorate dai rami d ulivo che ci hanno regalato lungo il percorso.

Siamo tutti incoronati come dei dell’olimpo.

In questi giorni quando corro ci ripenso. Ripenso alla Maratona. Mi accorgo di aver corso con le gambe, la testa ma soprattutto il cuore.

È suo il tic tac e non è quello silenzioso del cronometro. Ad una settimana dal rientro ho ancora sulle mani la sensazione del tocco dei “cinque” dei tanti bambini; ho ancora negli occhi la baia di Maratona e i paesaggi incontrati in questi 42 km; nelle orecchie i tanti “bravo” in italiano, urlati dalla gente; gli occhi tristi di quanti erano fermi ai lati della strada incapaci di proseguire, alcuni con le scarpe in mano e i piedi sanguinanti; gli occhi estasiati di chi è riuscito ed è crollato dolorante appena dopo l’arrivo sulla pista nera dello stadio. Gli occhi estasiati e la soddisfazione di chi come me ce l ha fatta senza problemi. E il giorno dopo in aeroporto, il largo sorriso di Franco che ha concluso battendo ogni sua funerea previsione alla partenza.

Chiedo scusa a chi si aspettava un resoconto tecnico, quello lo trovate in internet, io sono una sentimentale e ho corso con il cuore, mille emozioni e la passione per la vita.

Un consiglio. FATELA!

Rosy

 

PS  - Dedico questa maratona alla mia amica Frà, il mio fans club che mi ha accompagnato e, pur non correndo, ha Respirato tutto il calore umano presente allo Stadio.

 

Franco Macchi in azione alla Maratona di Atene Franco Macchi in azione alla Maratona di Atene Franco Macchi in azione alla Maratona di Atene Franco Macchi in azione alla Maratona di Atene Franco Macchi in azione alla Maratona di Atene Franco Macchi alla Maratona di Atene Franco Macchi alla Maratona di Atene Franco Macchi alla Maratona di Atene
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Share



Copyright ® 2012-2017 A.S.D. RUNNER VARESE - by A.S.D. RUNNER VARESE