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LUPATOTISSIMA

ULTRAMARATONA di 100 km e 6 ore su pista

Gara Nazionale FIDAL - Campionato Italiano Iuta di 100 km e 6 ore su pista

San Giovanni Lupatoto 22/23 settembre 2012 Partenza ore 10,30

 

Rosi Caliaro alla Lupatotissima………… “tu sei matta”…………………”vai a fare il criceto che gira sulla ruota??”………… “vedi di non farti girar la testa”……. “vedi di portare a casa la pelle!”

Questi sono solo alcuni dei commenti di amici e familiari quando ho reso pubblica la mia intenzione di partecipare ad una sei ore in pista.

Antonio mi aveva detto: “..che aspetti a buttarti? tu non sai quanto ti forma la mente”…….

Di certo quelle parole la mente me l hanno bucata creandomi la curiosità di capire cosa intendesse.

Penso che se ti piace correre…beh corri dove hai occasione. A me piace “sperimentare” diciamo così.

 

Allora eccomi a raccontarvi di quell’avventura. Il perché lo faccio ora e non appena reduce è presto detto. Ci sono cose che vanno lasciate sedimentare. Come un buon vino va lasciato decantare prima di assaporarlo in pieno, anche questa esperienza ha avuto bisogno di tempo.

Viene più facile raccontare al termine di una gara di paesaggi, di sensazioni ed emozioni che la natura o il fascino di un luogo possono trasmettere…. Ma girare per 6 ore su una normale pista di tartan (non nera come quella di Atene ma rossa come tutte le piste di atletica)..cosa ti può far dire?

24 atleti che alle 10,30 di una calda mattina di inizio autunno si ritrovano “ammassati” sulle ultime tre corsie di una pista all’interno di un banale centro sportivo e che aspettano lo sparo per correre in tondo per 6 ore… in contemporanea con 26 atleti che partono per un avventura lunga 100 km.. cosa può dare?

In primis ti dici che se tu sei matto quelli che son li per farne 100 sono sicuramente più matti di te! E poi… poi parti e corri, cerchi il tuo ritmo, ti ritagli la “tua strada” e corri corri corri ….. Trovato il ritmo cominci a guardarti in giro, a scambiar qualche battuta con qualcuno giusto per capire chi sono quelli meno matti che si fermeranno tra 6 ore, quasi a scoprire chi sono i tuoi avversari quando il vero avversario sei te stesso.

Proviamo a fare dei “confronti” con quello a cui siamo quasi tutti abituati.

Gestirsi i rifornimenti: Ai bordi della pista c’è un tavolo con bevande e cibo a nostra completa disposizione….ma sono io che devo capire quando è ora di bere, mangiare, spugnarsi. Non ho un tot di km percorsi e delle mani premurose che mi passano acqua o sali. Ho una sorta di self service con dei volontari che sono a disposizione quando lo decido io.

Impari ad Ascoltarti a dosarti. Non eravamo in tanti ma alla fine eravamo ancora meno perché c’è chi ha dovuto arrendersi ad un suo ritmo eccessivo, a una gestione dei sali e delle spugnature sbagliate.

Altro punto. Pensavo di soffrire la monotonia del percorso: avevo alle spalle solo esperienza di staffetta 24x1h e correre una frazione di 60 minuti non spaventa come correrne così tante. Scoperta? Il tempo scorre velocemente e il correre su un percorso uguale è rassicurante, non hai incognita di cosa ti aspetta più avanti, quanto è lunga quella salita, cosa c’è dietro la curva…qui sai benissimo com’è.. ed è stata una sorpresa correre così serenamente potendo concentrarsi su altro che non fosse “la strada”. Quelli che realmente han sofferto sono stati i miei piedi. L ultima ora è stata caratterizzata tutta dall’intolleranza alle scarpe che ho prontamente eliminato alla conclusione delle 6 ore.

E poi… la bella esperienza di correre con altri. Proprio fianco a fianco e vedere km dopo km i loro visi trasformarsi. I sorrisi diventare smorfie di fatica. Leggere la stanchezza negli sguardi più che nelle andature…... e sapere che loro vedono lo stesso nei tuoi.

Si crea una sorta di solidarietà. Le prime ore ci si conosce, ci si prende in giro… poi ci si incoraggia e ci si incita come in altre occasioni difficilmente si può fare. Qui sei protagonista ma sei anche spettatore di quello che gli altri stanno facendo… e quando vedi Daniele Baranzini macinare chilometri e chilometri ad un ritmo da “macchina da guerra” non puoi non fare il tifo per lui.. per quello che sta facendo. Eravamo gli unici rappresentanti della provincia di Varese. Un Runner e una tapasciona.. ma carinamente la troupe al seguito del Top Runner ha fatto la ola ai miei passaggi! (ai suoi davano i numeri!!nel senso che cronometravano l’impresa e comunicavano i suoi tempi). Alla fine. In h7,55m04s Campione Nazionale di 100 km in pista.. ed io con km 52,816 premiata come 3°donna. Evviva la provincia di Varese!

E’ vero Antonio questa esperienza ti forgia la mente. E’ cambiato il mio modo di correre con le gambe e con la mente e la consapevolezza delle mie capacità. Da lì mi sono buttata nell’esperienza del Ultra-trail e matura sempre più dentro di me il desiderio di percorsi lunghi e solitari animati da tanti che li corrono con me.

Rosy

 

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