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Pensieri di ... corsa

Suona sottovoce la sveglia per non disturbare la casa che dorme ancora.

Sono le 6:00, i miei occhi si ribellano a questa violenza, il cervello trasmette segni di stanchezza, una vocina dice rimani a letto!!

Mi alzo, guardo fuori è buio, piove e deve fare anche freddo, il cervello prende al balzo queste scuse e riparte, torna a letto!!

Mi vesto, mentre il mio cane dissente da questa attività mattutina, indosso la giacca impermeabile e esco.

Fa effettivamente fresco, avvio Sport Tracker e il cardio, parto!

I muscoli fanno fatica ad avviarsi e insieme ai tendini inviano messaggi preoccupati che il cervello coglie al volo e usa:  Fermati e torna a casa all’asciutto!!

Continuo, nelle cuffie la voce del GPS mi avverte che è passato il primo km, ora sono più caldo e i dolori sono spariti, aumento il ritmo e riscopro le sensazioni di quando da ragazzo correvo con le chiodate sul tartan.

Risento il mio vecchio allenatore che mi forgia, più nello spirito che nel fisico, e penso che se riesco a fare questo è merito suo, e lo ringrazio.

Continuo a correre la ghiaia bagnata del parco risuona sotto i miei passi nel buio e mi ritrovo felice come da bambino quando sul prato si correva dietro alla scusa chiamata pallone.

Arrivo al secondo km parte la salita, ma oramai il respiro, i passi, le gocce di pioggia sono tutte una cosa sola in me, la mente è finalmente libera di vagare, le gambe e i muscoli sanno cosa devono fare.

Arrivo sottocasa i 7 km sono passati rapidi e devo fermarmi, fermo il cardio e il GPS.

Una vocina dice: “Andiamo avanti facciamo un bel lungo!!” .

Ci ha preso gusto ma devo svegliare i figli e mandarli a scuola!

Entro in casa e trovo i figli appena alzati, mi guardano come al solito con un misto di riconosciuta follia e un pizzico d’orgoglio.

La moglie oramai è avvezza alla mia follia e mi chiede solo se piove e se fa freddo!

Verifico che facciano colazione mi spoglio e vado in doccia.

L’acqua lava via la fatica e mi riporta nello spazio-tempo corretto esco e mi trovo catapultato nella spirale vorticosa della rutine quotidiana.

Via si parte, e una vocina dice “lascia perdere tutto non andare al lavoro, facciamo un bel lungo”, mi ritrovo a sorridere e a rispondermi come normalmente rispondo a mia figlia:

“E poi come farei a comprare i giochi ai miei piccoli e le scarpe da running per me!!” .

 

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