LUIGI BOTTARI

Luigi Bottari“Chissa’ come ti facevano male i piedi !” inizia cosi’ sui gradini di Calcinate, dopo l’allenamento con Zambo e Mimmo, il mio incontro con Luigi Bottari, socio Runner Varese dal 2008.

“Il 2011 è stato per me davvero un anno molto ma molto tosto. Una riflessione, superati certi traguardi di famiglia e di professione, anche considerando che gli anni stanno passando veloci … perché non mettermi alla prova in una impresa straordinaria ? L’avevo gia’ meditata quando mi sono riavvicinato alla fede, in auto sono stato a Lourdes e a Fatima e poi anche a Santiago de Compostela, sempre con mia moglie … Siamo tutti in cammino …. Il Camino de Santiago de Compostela è il senso vero della vita, le sue tappe sono le tappe della nostra vita. L’idea grande è stata di tornare in Spagna non come gli altri che camminano, ma correndo. Io sono un runner, ho gia fatto dieci maratone, tantissime mezze, ogni anno piu’ di 3000 chilometri di corsa vera, l’anno scorso quasi 5.000. Sempre la corsa … ma a correre la’ in Spagna, mi ha spinto anche la mancanza di tempo, non potevo star via tanto tempo dal lavoro. Dato che ci sono quasi 1000 chilometri da San Jean a Finisterre … mi sono imposto qualcosa di piu’ di 50 chilometri al giorno per 18 giorni, tutti i giorni. Circa il doppio di quello che consigliano le guide. Sono partito dopo ferragosto e sono rientrato a Varese a missione compiuta all’inizio di settembre”.

Luigi BottariChe percorso hai fatto ?
“Camino Francese … la prima regione è la Navarra, poi La Rioja, la Castilla y Leon che è lunghissima, infine la Galizia. I Pirenei da dove parti sono belli freschi, tipo le nostre Alpi, io mi sono buscato l’acqua, ma subito dopo Pamplona è il tipico Sud mediterraneo, c’è anche il deserto, fa molto caldo. Dopo entri in Galizia che è detta l’Irlanda spagnola, molto verde, pioggia finissima poi gran vento ed esce il sole … tu ti vesti a cipolla e sei sempre a posto. E’ l’antica via dei Templari … le querce secolari della Galizia li hanno visti passare davvero la’ a Barbadelo”.

Sempre da solo ?
“A Bayonne sul treno per Saint Jean insieme a tantissimi podisti, ho incontrato Marco Zanetti di Tradate, è un imprenditore che gestisce un agriturismo … era preoccupato per il dormire … io mi ero organizzato bene la prima tappa da casa, avevo gia’ prenotato una stanza e quindi l’ho ospitato. Prima pero’ siamo andati all’ufficio del pellegrino, ti danno anche una conchiglia che devi portare sempre con te, è il simbolo del Camino, si dice le peschino nell’Oceano Atlantico, a Finisterre. Luigi BottariTutta la via del Camino è segnata sia utilizzando il simbolo della conchiglia sia le frecce gialle. La mattina dopo, fatta colazione, io e Marco siamo partiti insieme da Saint Jean per Pamplona attraverso il passo di Roncesvalles in Navarra. E’ tutta montagna. Appena è venuta l’alba, c’e stata pioggia e faceva quasi freddo … cosa strana per noi che eravamo nuovi, abbiamo trovato al bordo del sentiero la tomba di un pellegrino che si è fatto seppellire li’… impressionante nella nebbietta … la tomba era in perfetto ordine. Questo giovane era morto mentre saliva al passo, la seconda volta che faceva il viaggio. C’è completo silenzio. Pensa che ad un certo punto da lontano abbiamo sentito rumore di zoccoli davanti a noi … non erano cavalli, ma una piccola orientale magrettina con gli zoccoli di legno, uno zaino enorme e il tipico cappellino giapponese. I libri parlano di 50.000 persone sul Camino, quasi tutti da luglio a settembre, anche se qualche temerario va su’ con la neve. Sui Pirenei c’è tanta fauna, ho visto da vicino anche le aquile dell’altipiano, erano in 4, nere … sono bestie davvero enormi come non ti immagini, sono le portaerei del cielo, i guardiani della montagna. Lepri, scoiattoli, tassi, donnole, il posto è selvaggio… tu corri e anche loro corrono nella prima alba. Non ci sono né auto, né moto, la via è stretta e sassosa. Tutto lassu’ è silenzio vero … puo’ anche parlarti se sai ascoltarlo. Pamplona è giu’ nella valle, è una citta’ moderna, rumore, casino, i famosi tori quando c’è il San Firmin a giugno … è la nota stonata della canzone … ti dico, è proprio fuori posto. Marco, il mio amico di Tradate, è arrivato a Pamplona proprio a pezzi e la mattina dopo son dovuto ripartire da solo, avevo da fare i miei 50 chilometri”.

Luigi BottariGente da tutto il mondo …
“Si’, davvero … la maggior parte dei podisti sono tedeschi, penso favoriti dalla pubblicita’ di un loro concittadino Hape Kerkeling che ha scritto il libro “Vado a fare due passi” … poi francesi, italiani e spagnoli. Gli alloggi sono quasi tutti gestiti con altruismo da persone del luogo, ma c’è anche qualche volontario tedesco e italiano … è una secolare tradizione di accoglienza”.

 

Com’era il tuo giorno ?
“Mi alzavo presto, bella colazione, alle 5.30 iniziavo a correre fino a mattino inoltrato. L’importante era arrivare a mezzogiorno con piu’ di 30 chilometri gia’ fatti. Mentre al mattino era bel fresco, a meta’ giornata faceva caldo, mangiavo qualcosa e ripartivo subito per arrivare alla hosteleria anticipando gli altri. Luigi BottariUn paio di volte non ho trovato subito posto e ho dovuto cambiare paese, facendo piu’ strada, comunque ho sempre avuto da dormire, magari in una scuola o in una palestra, sono davvero ben organizzati. Ad esempio un giorno ho rallentato per aiutare 2 signore, una italiana che vive a New York e una siriana, entrambe con enormi zaini … è lo sbaglio di molti quello di portarsi dietro la casa, la paghi … li’ ho perso tempo, sono arrivato tardi e ho dovuto dormire di fortuna, ma comunque ho dormito. Spirito di sacrificio e tanta dignita’ sono le caratteristiche dei viandanti di Compostela. Le volte che mi sono offerto di portare il peso a qualche compagno in difficolta’ ho sempre avuto un rifiuto, uno mi ha anche detto “E’ il fardello della mia vita … è tutta roba mia e adesso me la porto”.

 Luigi, tu cosa hai messo nello zaino ?
“Lo zaino … lo senti quando corri, eccome se lo senti … ogni tanto cacciavo i pollici nelle bretelle davanti per staccare un po’ la cinghia che tirava … il mio pesava circa 8 chili, tutto compreso, ma dopo qualche ora è comunque pesante. Oltre all’acqua e a qualche barretta, cerotti, disinfettante, sapone, spazzolino, dentifricio, 1 coltellino milleusi … avevo 3 magliette, 1 pantaloncino corto e 1 lungo da running, 1 camicia, 1 pantalone lungo e 1 maglione, mutande, calze e giubbino tecnico antipioggia.
Luigi BottariDi scarpe avevo solo le A3 della Mizuno, le indossavo sempre, scarpe normali da 300 grammi, le mie solite scarpe da corsa che ho distrutto completamente nei 18 giorni, a Saint Jean erano nuove di scatola. Non hai bisogno di piu’ vestiti, quando arrivi al pomeriggio all’hosteleria, ti lavi la tua roba. Noi tutti qui siamo pieni di eccesso. Li’ vai avanti con poco, in poverta’. I tuoi pensieri sono in comunione con gli altri. Le sensazioni spesso forti. Il Camino ha del magico. Cose impossibili da esprimere a parole, devi provarle”.

Come ti alimenti ?
“Quando arrivi all’hosteleria, prima incroci le dita e poi guardi la dispensa … esci e vai a far la spesa di quello che serve, il mangiare è condiviso, in amicizia si spartisce. Ho mangiato italiano, cucinando io gli spaghetti, ma anche polacco, i dolci, fatti a modo loro o tedesco, la carne fatta a modo loro. Luigi BottariOgnuno porta la sua esperienza, il mangiare è aggregazione. Si mangia di tutto anche se ho mangiato molta meno frutta che a casa e piu’ verdure … il polpo fatto in Galizia con il pomodoro del posto è tenerissimo, si scioglie in bocca … un po’ di fame ce l’hai… vivi in dignitosa poverta’, mangi molto spesso piccole cose, in modo frugale, eliminando tutte le doppie e triple pietanze di qui. Ma sai che la’ il cibo italiano, pasta, olio e verdura costa meno che in Italia … in tutto ho speso meno di 400 euro, compreso il biglietto del treno all’andata e dell’aereo al ritorno”.

 

E per dormire ?
“Ci sono le hostelerie, con stanze da 10-15 posti e anche letti a castello, ogni giorno cambiano la biancheria, sono puliti. A letto presto, mi alzavo prestissimo”.

Sembra semplice …
Luigi Bottari“Occhio … devi avere la carta … cioè la credenziale, si fa prima di partire. A Varese c’è il sig. Giorgio Milani di Velate tel. 0332-226549 che te la rilascia per motivi religiosi, sportivi o di turismo. Poi quando al pomeriggio arrivi all’hosteleria ti fai mettere il sello, cioè il timbro, ogni timbro è differente a secondo del luogo. E’ la credenziale che ti da diritto al posto per dormire. Puoi anche interrompere il viaggio e tornarci successivamente, anche dopo qualche anno, la credenziale mantiene validita’ e ti dara’ gli stessi diritti. Quando arrivi a Compostela e hai finito il viaggio, vai in Cattedrale all’ufficio del pellegrino, fai vedere la credenziale tutta timbrata e ti rilasciano l’attestato che è una pergamena con il tuo nome in latino, il mio è Ludovicum Bottaris, 4 Septembris anno domini 2011”.

Hai qualche altra memoria speciale, qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso nel tuo Camino Francese ?
Luigi Bottari“Si’ …vado a ruota libera … quasi in Galizia, a Ponferrada la Cruz de Hierro, la Croce di Ferro sopra una montagna tutta di sassi … sassi che i viandanti si sono portati dalla loro terra e poi deposto li’, a ricordo. Cosa particolare … anche se secondo me qualcuno prendeva i sassi la mattina quando partiva dall’hosteleria … Li’ vicino c’è anche un gruppo di cartelli che indica ai viandanti quanto distano in chilometri le principali citta’ della Spagna e del mondo. Non lontano dai cartelli c’è una piccola comunita’ di frati …facendo una modesta donazione, ho ricevuto da un frate una piccola croce di legno lavorata a mano e poi benedetta, da quel giorno la porto sempre con me. Altre cose … ti direi l’ Alto del Perdon con le belle statue rappresentanti i pellegrini, i carri e le bestie da soma. Queste statue sono quasi all’inizio, stai andando da Pamplona a Puente la Reina … “la’ dove si incrocia il cammino del vento e quello delle stelle”.

Luigi BottariPoi dopo, andando verso Santiago, la famosa Fonte del Vino … E’ un punto di ristoro, al posto dell’acqua hai acqua e vino rosso, ma devi bere’ li’, se vuoi portare via, paghi un prezzo. E’ accanto al monastero di Irache e abbastanza vicino a Viana dove, nella chiesa di Santa Maria, è sepolto dai primi del ‘500 Cesare Borgia, che ha ispirato il Principe a Macchiavelli … Dopo trovi l’Ermita de la Pena a Tosantos, vicino a Belorado, è una chiesa proprio nella montagna, tutt’uno con il monte.

 

Luigi Bottari

 

Infine la cattedrale di Santiago con le reliquie di San Giacomo … è immensa, bellissima. Alla cattedrale finisce il Camino, ma per purificarsi del viaggio qualche pellegrino nei giorni successivi prendera’ la strada irta dei monti e arrivera’ al mare dopo altri 90 chilometri, come ho fatto anch’io. Quando vedi l’enorme cattedrale hai come una liberazione, io ho persino pianto, ma con bellissimi sentimenti. Quella notte ho poi deciso di andarmene a dormire in una cella di clausura in convento. La stanza mi era a misura, addosso, e aveva una piccolissima finestra. A cena in convento ho conosciuto un giovane italiano da poco laureato in filosofia che voleva correre con me fino a Finisterre, oltre il Camino.

Ma com’è dopo Santiago ?

Quasi fossimo in viale Aguggiari e ci si sfidasse a salire al Forte d’Orino, la mattina prima dell’alba io e lui ci siamo messi a correre. Quella sera, a meta’ tragitto, lui ha mollato. Cinquanta chilometri di vera montagna sono comunque tosti se non hai l’allenamento specifico. Luigi BottariDopo aver provato la fatica vera, mi ha anche dato del matto … avra’ anche studiato, ma nella corsa non puoi improvvisare, non si inventa nulla … i suoi piedi erano massacrati, non era allenato e non aveva l’attrezzatura giusta. Da Santiago de Compostela sali un dislivello pazzesco e vai, tanta montagna … Al secondo giorno, sei immerso in boschi di eucalipto, gli eucalipti brillano come d’argento … prendi una manciata di foglie, le sminuzzi e le odori … un profumo sano che ti apre il respiro … Quando il sole è gia’ alto, lontana ti appare una piccola macchia azzurra … capisci che è il mare … diventa sempre piu’ grande, è proprio il mare … gioia, sei finalmente al traguardo ! … Complessivamente per me è come aver fatto 18 lunghe maratone con un passo tranquillo, difficili sia per la planimetria sia per il peso dello zaino. A Finisterre c’è davvero una scogliera a precipizio … è la fine delle terre … per purificarsi è li’ che i pellegrini nel Medioevo bruciavano al vento i pochi vestiti … i miei sono tecnici da runner e sono preziosi … non mi hanno mai tradito, sono come degli amici … per questo me li sono tutti riportati a casa”.

Che consiglio puoi dare a chi volesse intraprendere il viaggio di corsa, come hai fatto tu ?

“Allenarsi tanto … tanti tanti chilometri … Allenamento non solo sull’asfalto, soprattutto su sterrato e in montagna, anche ripida, indossando lo zaino carico … fai tanti chilometri, ogni giorno, appena puoi. L’asfalto è solo all’inizio e quando stai per entrare a Pamplona e a Santiago. E soprattutto avere lo spirito giusto, saper godere del silenzio che ti fa entrare nella magia dei luoghi … Ti senti pieno di gioia quando sei unito a cio’ che nel silenzio ti circonda … ti ricordi Francesco d’Assisi ?”.

Luigi BottariHai ancora un progetto legato a questa esperienza?

“Mi piacerebbe scrivere un libro e raccontare tutto ma proprio tutto dei miei 18 giorni … poi mi piacerebbe tornare e fare un’altra strada, stessi chilometri, ma percorso ancora piu’ selvaggio, ancora piu’ montuoso e con meno paesi … un paese ogni 50-70 chilometri, non ogni 20-30, interamente in Spagna, il Camino Aragonese. Adesso pero’ la cosa importante è l’arrivo della mia seconda nipotina, sta per nascere, è lei il mio fiore, poi il lavoro e poi la corsa”.

Gianni Pesetti, aprile 2012




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