19 Maggio 2019: Lignano, Cernusco s/N, Copenaghen, Varese

 

 

 

Lignano (UD) - 4^ Lignano Sunset Run Half Marathon

Cernusco s/N - Mezza del Naviglio

Copenaghen - 40th Telenor Copenhagen Marathon

Varese - Ricordando Roberto Zanella 8k 

 

FOTO RV by Dodi


FOTO Zanella 


 

Anche in questo weekend di Novembre... ah no, Dicembre.. Ah no, Gennaio? Macché: siamo a Maggio, eppure il meteo sembra non dare tregua e non riesce a lasciarsi le spalle l'inverno e soprattutto a far emergere il tanto desiderato sole! Ma nonostante il freddo, l'acqua, il cielo plumbeo che ci accompagna costantemente da settimane, i Nostri non hanno di certo rinunciato alle competizioni!

 

 

A Lignano (UD) per la 4^ Lignano Sunset Run Half Marathon, Stefano ed Elisa si regalano un'ottima prestazione (Elisa 5° di categoria!) riuscendo a correre probabilmente nelle uniche due ore asciutte del weekend! Fortunati e bravi!

 

A Cernusco si è disputata la Mezza del Naviglio, andata e ritorno lungo il canale che ha visto Nino andare come al solito sotto 1h30m, costante come un orologio, e addirittura 3 Runner Varese hanno contribuito come pacer: un applauso agli altruisti Carlo Levatino, Beppe e Susy!

E ovviamente complimenti anche a Carlo Diana, che migliora ogni volta sempre di più, diventando sempre più esperto ad ogni competizione, e a Claudio, che riesce a concludere un'altra mezza maratona con grande soddisfazione personale.

 

Altra bandierina in terra straniera piantata alla maratona di Copenaghen: Giuseppe, Emilio e Andrea hanno sfidato i 42 km e 195 mt nella città della sirenetta, riuscendo a concludere tutti sotto le 5 ore.
Bravi: anche a Copenaghen i Runner Varese portano in alto il tricolore!

 

A Varese S. Fermo si è disputata la corsa/camminata "Ricordando Roberto Zanella", un percorso di 8 km che rappresenta la terza edizione del Memorial Zanella. Manifestazione non competitiva, per tutti, con l'obiettivo di ricordare Roberto Zanella, vigile del fuoco scomparso pochi anni fa, e stringersi tutti insieme per qualche ora di piacevole compagnia. Nonostante la pioggia, il vento e il freddo, i partecipanti sono stati numerosi e altrettanto numerosi sono stati tutti i volontari che hanno voluto portare il proprio contributo in questa giornata particolare. 

Riportiamo le parole di Monica, moglie di Roberto e amica di tutti noi: "Il giorno in cui abbiamo salutato Roby tra le lacrime, dal pulpito vi ho detto che in realtà non era morto, ma si era diviso in piccolissime parti entrate in ognuno di noi....oggi abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che è vero. Ho visto persone farsi in quattro a lavorare in suo nome, amici che hanno spostato impegni per essere presenti, anche solo per un saluto, hanno sfidato il maltempo e la pigrizia. Oggi più che mai me lo avete ricordato tutti quanti. Grazie per il vostro impegno e per mantenere vivo il suo ricordo con tanto affetto....GRAZIE da tutta la mia famiglia. Vi vogliamo bene."

 

 

Davvero tutti bravissimi!

  

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Ecco come di consueto le parole di chi ha vissuto in prima persona queste esperienze.

 

Carlo Levatino addirittura ci regala un doppio racconto.
Il primo strettamente legato alla gara di Cernusco, il secondo più introspettivo: 

"La domenica mattina dovrebbe essere una giornata di riposo per i comuni mortali........ma per noi runner non lo è quasi mai!!! Sveglia all'alba perché l'appuntamento pacer è stato fissato dal maestro Beppe al parcheggio Tamoil per le ore 6.30. Destinazione Cernusco sul Naviglio.

.....e ragazzi..... con Beppe......non si scherza.....Da pacer per eccellenza un minuto di ritardo fa la differenza.....Bisogna essere puntuali e precisi.....
Io sono solo un suo allievo e, nel mio piccolo, ogni settimana mi impegno a mettere in pratica i suoi insegnamenti……..anche nella vita quotidiana.
Breve sguardo fuori dalla finestra per vedere le condizioni meteo e la tentazione di tornare a letto è fortissima........pioggia a catinelle....e più che una giornata di maggio inoltrato sembra di essere tornati al mese di novembre.
Per sicurezza alle 6.15 invio un messaggio a Beppe: “Partito ora da Malnate”……non si sa mai!!!!
Puntuale il ritrovo alle 6.30 a Castronno….breve saluto assonnato….. e via per una seconda breve sosta a Castellanza dove ci aspetta Susy che ricoprirà per la prima volta la funzione di pacer.
La fitta pioggia battente e la temperatura non certo consona al mese maggio ci induce a coprirci e ad indossare le maglie termiche…… e per Beppe …….anche i guanti!!!!
Arrivati a Cernusco, ci aggreghiamo al gruppo pacer, che è riparato sotto un ombrellone e collaboriamo al gonfiaggio, preparazione e distribuzione dei palloncini con indicazione dei tempi. Breve riunione tecnica, foto di rito e via spediti in griglia in attesa dello start….
A causa della fitta pioggia battente i palloncini – fradici d’acqua – sembravano dei fiori appassiti !!!!
Fortunatamente, quasi per magia, al colpo di pistola ha smesso di piovere ma certamente il percorso non era nelle migliori condizioni possibili anche perché dopo un breve tratto in città, ci si è inoltrati per metà gara su uno stretto sterrato, reso altamente fangoso dalla fitta pioggia, quindi, difficoltoso e muscolarmente allenante.
Giro di boa trai fischi assordanti del sistema di rilevamento dei tempi. Noi dell’1 e 35 abbiamo qualche manciata di secondi di anticipo, per cui ci voltiamo per capire di quante persone è composto il gruppo che ci segue e cominciamo a rassicurare, a sdrammatizzare il senso di fatica che il terreno pesante ha accumulato nelle gambe e a prepararsi mentalmente ad affrontare la seconda parte di gara.
Più filante il tragitto di ritorno che ha aiutato coloro che avevano perso terreno tra il fango e l’acqua a ricompattarsi al gruppo….
Al 17 esimo km si sente in lontananza il megafono che annuncia le premiazioni dei primi tre classificati maschili ……1.03 e rotti……. Ci siamo sentiti tutti piccoli piccoli….ma nello stesso tempo si è percepita nel gruppo la consapevolezza che l’arrivo era vicino e che bisognava dare il massimo……
Ultimi km…..dietro di noi non si sente più volare una mosca, solo il tambureggiare delle scarpe e i respiri affannosi di coloro che stanno dando tutto se stessi per superare il proprio personal best.
Si entra nella pista di atletica, la vista delle persone sugli spalti ti dà ulteriore carica…….alcuni sprintano altri preferiscono seguirti pedissequamente fino all’arrivo.
Tagliamo il traguardo …..e questo è il momento più emozionante e toccante per un pacer…………. Vedi i visi raggianti di dieci / dodici runners che ti hanno seguito (alcuni emozionati di gioia) e che vogliono abbracciarti e ringraziarti per aver permesso loro di raggiungere il proprio personal best.
Questa – da mio punto di vista - è la gioia più bella per un pacer."

 

"C’è chi ci chiama pacers, chi palloncini. Ma chi sono questi podisti che nelle corse su strada fanno di tutto per farsi notare, con palloncini, magliette colorate e tanta allegria? Sono quelli del ritmo, quelli che ti porteranno passo dopo passo, secondo dopo secondo, metro dopo metro fin sulla linea del traguardo in un tempo prestabilito.

Essere pacer credo sia una vera e propria vocazione, perché solo in questo modo si rinuncia a correre per se stessi al fine di essere regolari e costanti come un orologio svizzero e portare gli altri a terminare una gara. Un pacer deve essere in grado accelerare quando serve, tirare il freno a mano quando necessario, tenere in considerazione i tempi per le pause wc e i secondi che si perderanno per i rifornimenti. Ma c’è solo questo? Direi proprio di no. Perché i pacers devono anche valutare la confusione iniziale subito dopo il via, l’andatura lungo tutto il percorso, il dislivello del tracciato. Tutto questo calcolando e ricalcolando di volta in volta il passo da mantenere. Per questo il servizio è affidato a podisti esperti, che di solito viaggiano sempre almeno in coppia; si perché il pacer non è un alieno, e può incappare nei classici problemi da runners durante la gara. Così, se questo succede, il pacer sa che ci saranno i compagni a guidare il gruppo fino alla fine. Un aspetto tecnico importante che il pacer deve curare alla perfezione è recuperare progressivamente e in modo indolore il gap tra il tempo ufficiale e il real-time. Infatti, per coloro che vengono sistemati nelle gabbie di partenza in base al tempo di iscrizione possono passare minuti tra lo start e il passaggio sulla linea di partenza. Minuti preziosi che devono essere compensati, diluiti nella marcia verso il traguardo in maniera soft. Anche per questo, prima della gara c'è una riunione per ribadire che i pacers corrono per gli altri e per dare loro le informazioni tecniche necessarie per affrontare al meglio il percorso di gara.

Per me fare il pacer si è trasformato in una scuola di vita, perché ogni volta che metto da parte la mia prestazione per aiutare gli altri nella loro impresa, imparo qualcosa dai podisti per i quali sto correndo, che sto aiutando ad inseguire i loro sogni cercando di alleviare le loro fatiche per farli arrivare al traguardo con il sorriso. Allora per questi mi sento una guida, ma prima di tutto un compagno. Correre per gli altri è un piacere, quando vedo la loro gioia nello stabilire il record personale rivivo quell'emozione, sapendo di esserne complice. Concludo raccontandovi una storia. A Cernusco, mezza maratona, mi avvicina una ragazza che mi chiede: “sei tu il pacer dell’1h35’?”. Io rispondo: “Si”. Lei: “Oggi ti seguirò come un’ombra”. L’ho avuta dietro di me per tutta la gara senza accorgermi…. Concentratissima…….. sotto il traguardo mi ha toccato delicatamente la spalla e mi ha accolto con un abbraccio stupendo. Aveva siglato il suo nuovo #personalbest sulla distanza ed era andata a podio di categoria. Ecco, questo ti ripaga di tutto."

 

Susy, anche lei da Cernusco, alla prima esperienza come pacer: 

"Anzitutto dico che da jogger ventennale sono passata a runner da un anno e mezzo, quindi, ritrovarsi con la "proposta indecente" di partecipare ad una gara in veste di pacer, per me non è stato solo un onore ma raggiungere la vetta dell'Olimpo.
Poi avere la fiducia di chi ti vuole mettere sulle spalle un palloncino con il tempo di 1'50", che ho sempre mantenuto ma che negli ultimi mesi mi sembra irraggiungibile, non mi ha fatto dormire per settimane.
Poi ritrovarsi a metà maggio a 12 gradi sotto una pioggia torrenziale, mi ha devastato del tutto. Ma io avevo dato la mia parola, io le promesse e gli impegni li mantengo... a costo di arrivare strisciando... e ci sono quasi arrivata.
Non avevo idea di come una "lepre" dovesse comportarsi sul campo: regola italiana vuole che il tempo debba partire al momento dello sparo, non del real time. Quindi, alla partenza, il mio mentore mi è partito a fuoco per recuperare i secondi persi, lasciandomi la certezza di abbandonare il primo polmone al secondo km.
E, al quinto, quando mi sono sentita dire che eravamo sotto di 10 secondi, ho sentito l'ultimo organo del mio corpo abbandonarmi nel Naviglio, e con l'ultimo respiro in corpo gli ho annunciato di proseguire senza di me.
Ora i casi erano due: o rinunciare alla gara, rassegnarmi dell'amara sconfitta e deludere chi aveva creduto in me o passare al piano B, aspettare colui che era un po' rimasto deluso nel trovarsi un palloncino da 2 ore e chiedergli il cambio. Così è stato.
I miei km successivi sono stati piacevoli e senza affanno, in compagnia di personaggi simpatici che seguendo quel tempo hanno più l'ambizione di una scampagnata tra nuovi amici piuttosto che competere sgomitando e controllando forsennatamente l'orologio. Il giro sul canale della Martesana, che conoscevo di nome, alla fine si è rivelato un percorso gradevole che, con o senza pioggia, diventa meraviglioso se fatto con gioia. Io, abbattuta dalla mia mancata riuscita, sono stata invece accolta e sostenuta all'arrivo da chi ha creduto in questa pacer un po' stramba che, nonostante tutto, nella gioia e nel dolore, il sorriso non se lo toglierà mai dalla faccia." 

 

Giuseppe da Copenaghen:

"Le maratone all’estero sono diventate per tutti un’occasione di vacanza per stare insieme agli amici e per scoprire posti e culture lontane.
Questa volta con Emilio e Andrea abbiamo optato per il nord Europa.
Premetto che non siamo più giovani per cui gli inconvenienti fisici sono dietro l’angolo e infatti la preparazione di Andrea è stata preceduta da un intervento al ginocchio dx e solo il ns sostegno e l’amicizia lo hanno convinto a fare questa faticaccia.
Ma andiamo al dunque: novità! alla consegna delle sacche vengono distribuite delle mantelline in plastica anti vento.
Nonostante i 13.000 runners alla partenza non ci sono le gabbie ma viene lasciato al singolo la possibilità di partire in corrispondenza del probabile tempo segnato su cartelli ben visibili e questo segno di civiltà ci viene confermato dal panico di 2 runners italiani che affannosamente cercavano di capire dove era il loro ingresso di partenza.
Si parte in orario ; il percorso è per lo più pianeggiante e subito l’atmosfera è gioiosa con tanta animazione musicale e tanto pubblico che sventola bandiere di tutte le nazioni. I ristori ben forniti e ben organizzati sono ogni 3k preceduti da un punto doccia che è particolarmente apprezzato , visto il clima estivo soprattutto negli ultimi km.
L’organizzazione dobbiamo riconoscerlo è ottima sotto ogni profilo.
Ogni tanto allo sventolare del tricolore scorgiamo le nostre mogli e gli altri amici di Varese . A questo proposito segnalo che ci è stata fornita un app ben fatta per cui siamo seguiti in tempo reale nella posizione sul percorso.
La temperatura è estiva e a me non giova ma sinceramente la carica del pubblico e degli amici mi aiuta a terminare la 36a maratona.
La città di Copenhagen l’abbiamo apprezzata poi anche il giorno dopo con una visita guidata e un tour in battello lungo i canali fino alla famosa Sirenetta.
Voglio annotare che in questa città si vedono tante giovani famiglie con bambini piccoli e poi tante ma tante biciclette che hanno corsie interamente dedicate ; inoltre la città che è in forte espansione mostra accanto ai palazzi e alle chiese antiche moderne e funzionali strutture così come parchi immensi dove la gente trascorre il tempo libero.
Andrea : sono stupito dal calore della gente. Emilio: sono stato ripetutamente incitato e sospinto dalla gente che pronunciava il mio nome.
Nessun reclamo degli automobilisti anche se sporadicamente qualche ciclista attraversava con il massimo rispetto.
L’esperienza è stata positiva e ve la consigliamo. Ciao e buona corsa a tutti."

 

Complimenti a tutti! 

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CLASSIFICHE

 

Lignano (UD) - 4^ Lignano Sunset Run Half Marathon

   

Pos.Pos. M/FPos. Cat.Pett.CognomeNomeCat.RealTime
199 177 55 660 Arioli Stefano SM45 01.40.14
250 27 5 661 Sottovia Elisa SF35 01.42.48

 

Cernusco s/N - Mezza del Naviglio

  

Pos.Pos. M/FPos. Cat.Pett.CognomeNomeCat.RealTime
47 41 7 528 De Venuto Gioacchino SM40 01.28.37
301 93 13 89 Levatino Carlo SM50 01.34.32
320 288 78 406 Diana Carlo SM45 01.49.26
329 295 32 95 Bossi Giuseppe SM55 01.49.43
365 325 7 223 Marchionne Claudio SM60 01.52.22
4459 56 14 96 Milani Susy SF40 02.00.44

 

Copenaghen - 40th Telenor Copenhagen Marathon

  

Pos.Pos. M/FPos. Cat.Pett.CognomeNomeCat.RealTime
5851 4684 90 5909 Micalizzi Giuseppe M60-64 04.14.33
7526 5815 53 5914 Gallina Emilio M65-69 04.31.57
9321 6986 839 5912 Sola Andrea M50-54 04.58.44



 




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