31 Marzo 2020: #iorestoacasa

 

resta-a-casa.jpg

 

 

 

Ognuno da casa propria

 

FOTO RV (teniamo le foto per quando potremo riabbracciarci!)

 

 

Quello che non pensavamo potesse succedere è successo, un evento che mai le nostre generazioni avrebbero pensato di dover affrontare: un virus, una pandemia ed una quarantena.

Le nostra quotidianità è stata inevitabilmente modificata. Le nostre abitudini, i nostri modi di pensare.. tutto da da rifare, da riprogettare. Molte vite sono state stravolte, se non addirittura spezzate, e tutto il nostro affetto non può che andare a tutte le persone che soffrono, lottano, combattono ogni giorno, e alle persone che hanno perso i propri cari.

Nel nostro piccolo, parlare di corsa sembra strano, ma è un modo per cercare di dare un'idea di normalità a qualcosa che normale non lo è per niente. Per persone abituate a macinare centinaia di km, ritrovarsi tra quattro mura è stato un indubbio colpo, ma grazie a fantasia, tenacia, e ad un gruppo di amici che tengono compagnia (virtualmente, ovvio), non ci fermiamo (quasi) mai. Vediamo quindi come alcuni di noi stanno svolgendo i propri allenamenti.

 

 

Chi dal salotto di casa, chi nel vialetto, chi nel proprio giardino.. la fantasia dei runner non ha limiti. Leggiamo qualche breve racconto scritto direttamente dalle nostre atlete e dai nostri atleti.

 

Partiamo prima da Luigi, che sta combattendo la sua battaglia, in quanto ha contratto il virus:

"Qualche mese fa mi trovavo a correre con alcuni miei amici sulla ciclabile sopra Menaggio. Ad un certo punto ho detto loro che davamo troppo per scontato tutto questo: la corsa alla domenica mattina, gli allenamenti durante la settimana, iscriversi ad una mezza (e magari, perché no, ad una maratona), mandare la foto del pettorale sul gruppo dei Runner.
Ora vedo tutto questo dalla stanza di mio figlio con la mascherina sopra la faccia.
Mi ritengo fortunato, ho sempre respirato regolarmente, il tampone non è stato fatto ma la dottoressa mi ha confermato che era quello.
I sintomi: febbre, tosse che non ti fa parlare e poi mal di testa e schiena per via dei polmoni. E poi perdita del gusto e dell’olfatto, e quella voglia di isolarti, di non dare fastidio a chi ti è vicino... Adesso freddo, coperte sopra coperte... Ora caldo e allora via tutto.
Poi infine la notte... Interminabile... Io personalmente avevo, e ancora adesso mi condiziona, la paura di addormentarmi e di svegliarmi senza respiro.
Ora va meglio ma lasciatemi ringraziare VOI. Non vi cito tutti, due sì però: il presidente e Rosi.
Mi avete caricato di nuova energia. GRAZIE RUNNER VARESE. Luigi"

Da parte di tutti noi, FORZA LUIGI!

 

Ora passiamo alle parole di Susy:

"Ho vissuto in  diversi modi la mia corsa nella vita: per passatempo, per dimagrimento, per gioco, per sfida, per competizione, per dovere. Ora è tutt'altra situazione.

Con l'ingresso in pista di un corridore diverso dagli altri, ci siamo trovati a lasciargli il campo libero e ad abbandonare strade, boschi, campagne, monti, laghi a favore di casa nostra. Uno spazio che conoscevamo come ritrovo di fine giornata e che adesso si è trasformato in un nuovo coinquilino con cui dividere nuove abitudini. 

Non che io ami star fuori casa per tutto il giorno, però ora ho l'obbligo di non farlo più, costretta a piantarmi i chiodi al pavimento. E così facendo, osservando le regole imposte sin da subito per evitare insulti, ma soprattutto per "rispettare chi rispetta" (non apriamo parentesi su quelli che fanno la spesa 3 volte al giorno... ) mi sono ritrovata ad abbandonare le uscite settimanali e dovermi inventare un'alternativa per non "sbroccare": prossima sfida, la Mezza del Vialetto, una gara che farò riconoscere dalla FIDAL e che consiste nel cricetare avanti e indietro per il vialetto di casa, che misura 80mt di lunghezza, fino al raggiungimento dei 21,097 km.

Ironizzo sulla cosa, ma questa situazione mi fa riflettere su tante questioni: 

Primo, sulla fortuna di apprezzare quello che ho a disposizione.

Secondo, sul fatto che la corsa deve essere uno stato di puro benessere.

Terzo, le mie future gare saranno ufficialmente prese come gite fuoriporta in cui godermi l'attimo e non più l'orologio.

Quarto e più importante, la salute che mi permette di correre ancora."

 

Stefania:

"In questi giorni confusi ho avuto tempo per fare chiarezza. C'è bisogno di fare ordine e schiarirsi le idee, capire le persone e le loro abitudini.
Allora facciamo che parto dalla categoria di persone che mi fa tantissima simpatia: quella che corre.Parto da loro perchè in questi giorni sono stati nel mirino di molti e io non voglio esser da meno. Rido. Ecco una breve disamina frutto di studi matti e disperatissimi. Rido ancora.
Molti appartengono alla categoria perchè qualcuno in latino gli ha fatto sapere che" mens sana in corpore sano", così corrono dal I sec. d.C... ottima scelta direi.
Altri ne fanno parte perchè la corsa, come gesto connaturato, semplice e, democraticamente, alla portata di tutti, offre terapia psicologica a costo zero. Economica soluzione, direi di nuovo. Ma tantissimi sfuggono da entrambe le classi suddette. Vediamo meglio chi sono costoro.
Sono tutti gli altri, gli amici miei, gente strana che la domenica non vede l'ora di mettersi in brache e canottiera e mostrare a tutti l'appartenenza societaria D.O.C. Ecco, loro per l'appunto, appartengono ad una classe speciale perchè, a differenza degli altri, corrono a dispetto della forma  (quella o ce l'hanno già o non l'avranno comunque mai ma se ne fregano sorridendo) e a dispetto dello stress, frutto di  ritmi e problemi incalzanti (di quelli loro ne avanzerebbero comunque e ne hanno scorte in cantina). Loro sono speciali perchè corrono, io per prima, con una motivazione dominante che potrei sintetizzare così: PERCHE' A NOI CI PIACE! Insomma i suddetti meritano un posto specialecosì senza merito, punto.
Corrono per passione. Io, ad esempio, corro senza dover neppure bene sapere perchè, ma mi piace da impazzire. Corro da molto tempo e ho corso fino all'arrivo di un nemico invisibile che ha costretto, me e gli amici miei, ad una grossa restrizione. Tutta colpa sua. Non voglio neppure nominarlo, non mi sono mai piaciute le sigle e non amo i numeri, ma posso dire che lui sembra, al momento, l'atleta più performante, quello che riesce a vincere su tutti, capace di fermare e lasciare senza fiato un intero Paese, così forte da togliere sorriso e libertà ad un grande Popolo.
Ecco che molti allora si sentono minacciati, e giustamente lo sono. Tantissimi si sono fermati, ma i miei amici runners no. Ecco perchè sono speciali perchè loro hanno capito che fermarsi non vuol dire arrendersi: non possono gareggiare, pazienza! Loro vogliono batterlo.
Non possono uscire e macinare distanze in ogni angolo della provincia, pazienza!Loro fanno la loro parte e restano a casa.
Non possono ritrovarsi e allenarsi in gruppo, pazienza!I compagni di corsa se li portano dietro comunque, nel cuore.
Ma mai, dico mai, hanno messo nell'angolo la voglia di tornare presto a fare tutto questo e tutto insieme.
Accettano la grande sfida di questi giorni, resistono, stringono i denti, ma li mostrano sempre. Li riconosci perchè sorridono, anche dietro le mascherine.
Se non possono vedersi si chiamano al telefono, scaricano Meet, Zoom e via di videochiamate, e se non lo fanno sono certa che si pensano forte, perchè LORO SONO FORTI.
Sono Atleti costoro. Sono abituati a resistere alla fatica perchè, dalla piana di Maratona, rieccheggia in loro ancora il monito della gens latina VEA VICTIS! Sia chiaro a questo virus nemico che saremo sempre noi, uomini e donne, a dettare le condizioni della sua resa.
Io e i miei amici lo batteremo, ce la faremo, ne sono certa, anche se ci presentiamo in battaglia in brache e cannottiera.
Perchè insieme "non molliamo un c***o" ... in guerra anche le parole diventan forti... e noi sappiamo fare il nostro dovere, anche se corriamo nei giardini o nei cortili come criceti, anche se stendiamo tappetini da palestra in ogni corridoio di casa, anche se tonifichiamo bicipiti sollevando due bottiglie di vino buono che, alla prima, vorremo condividere per brindare alla vittoria.
L'importante che "l'impianto non smetta di girare" [Cit.] perchè, permettetemi una punta di orgoglio nazionalistico, anche se ferma al box, una Ferrari rimane pur sempre una Ferrari!
Con affetto a tutta la RV. Stefania."

 

Daniele:

"Un grossissimo abbraccio a tutti i Runner Varese. Sicuramente è grazie a Voi (che non mollate mai) che anche stamattina sono riuscito a fare l'allenamento domenicale perfetto (quasi).
Mi ritengo fortunato ad avere un giardino. Quindi mi sono organizzato e l'ho girato per 200 volte fino a percorrere ben 13 km!
So che non tutti avranno questa alternativa ma, conoscendovi,  sono sicuro che avrete escogitato qualcosa di buono per rimanere in forma.
Io, visto l'emergenza e le ordinanze, (dimenticavo prima di partire ho sempre in tasca l ultima autocertificazione) ora che ho tanto tempo libero corro tutti i giorni. In 15 gg ho fatto 70 km che sono quasi 1000 giri.
Io e il mio prato ci ricorderemo sicuramente di questa avventura...
Sono sicuro che i RV stanno soffrendo, ma é dalle sofferenze che si diventa piu forti e veloci.
Una buona salute a tutti e ai vostri cari, e conto di rivederci per correre insieme al piu presto ma per farlo il mio prato é un po' piccolo."




Copyright ® 2012-2017 A.S.D. RUNNER VARESE - by A.S.D. RUNNER VARESE